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La ricchezza della povertà.

Aggiornato il: feb 25

La ricchezza della povertà, Molino di Sant'Antimo.

Adoro gli ossimori.


Esattamente come un buon vino, ti stupiscono immediatamente per lasciarti subito dopo incredulo. Ti seducono e ti affascinano, ma non riesci a capire fino in fondo come mai.

Non appena pensi di averli capiti subentra di nuovo un piacevole smarrimento che ti fa ripiombare nel lato oscuro dell'ignoranza. Così ti avvolgi in una vite senza fine in cui alterni momenti di felice consapevolezza e lucida presenza, ad altri in cui rimetti tutto in discussione perchè ti accorgi che c'è molto di più, di oltre e di altro che brami scoprire perchè ormai ne sei irresistibilmente e inevitabilmente attratto.


Non riesci a capirne la vera essenza semplicemente perchè non puoi trovare risposte razionali a ciò che razionale non è.


Non puoi capirli, puoi solo accettarli cosi come sono, sentendoli, percependoli a livello profondo.


Esattamente come un buon vino.


Qui, ricchi grappoli di Sangiovese nascono da una terra povera.


Prendendola in mano si sbriciola, sembra inconsistente, fine. Il terreno è sassoso, pieno di ciottoli, irto e scosceso.


Viti contorte e coraggiose si tengono per mano trattenendola come un bimbo al seno dalla madre quando viene allattato. Delicatamente forte.


Sanno di dipendere l'uno dall'altro, qui non può esistere la vite senza il terreno e quel terreno cosa sarebbe mai senza le viti, qui esiste una sola entità, la vigna, che è la fusione completa degli elementi terrestri.


Il resto lo farà il cielo, donando un pò d'acqua, ne basta poca, e luce in abbondanza. Quella si, ci vuole, perchè come diceva Galileo quando il raggio di sole entra nel chicco diventa pulviscolo, si spolverizza rendendo possibile la successiva magia della trasformazione in vino.


Quel vino così prezioso che qui si chiama Brunello.


Il sacro profano.


Sant'Antimo sangiovese.


Beatificato sicuramente il primo, non ancora il secondo, almeno non canonicamente, anche se il sangiovese porta in sè le stimmate di una vita di sacrifici e povertà in virtù di un bene infinitamente più grande e miracoloso. Il vino.


Nella sua nudità c'è la sua proverbiale forza, esige silenzio assoluto ed esiste nel suo tempo infinito in attesa che qualcuno apra la bottiglia e lo versi nel calice.


Solo allora il vero miracolo si compie.


Questi legami più o meno fisici, danno energia e forma ad una serie di connessioni tanto invisibili quanto percepibili che si espandono e coinvolgono silenziosamente anche le persone.


Valeria, la figlia, racconta di aver scelto per passione di diventare enologa e di sicuro a livello conscio e razionale così è andata, ma non sa che tutto ciò faceva già parte di un progetto più grande, già prestabilito, predestinato.


Era l'anello mancante per chiudere il cerchio perfetto, dove dalla terra povera si arriva al calice pieno del ricco nettare divino.


Ed è bello sentirla raccontare delle sue vendemmie, di quando le uve sapientemente raccolte entrano nella sua cantina e là ne prende possesso e responsabilità. Racconta emozionandosi, di come la notte si sveglia all'improvviso nel dubbio che tutto sia stato fatto alla perfezione, che non ci siano stati errori o dimenticanze. In realtà, chi è genitore può capirmi, è come quando hai i figli piccoli e la notte ti svegli per andare a vedere se va tutto bene. Loro dormono sempre sereni, così come il suo Brunello.


Ho avuto l'onore e il piacere di degustare il 2015.


Sì, lo so, mi piace vincere facile, ma... (riprendo questo discorso alla fine dell'articolo)

Questo Brunello ha un modo tutto suo di presentarsi, vuole catturare la tua attenzione e vuole essere sicuro che tu sia pronto, per questo ti sorprende inizialmente con delle note fresche, quasi balsamiche, come a ripulirti e resettarti e appena ti vede pronto, eccolo lì, che allora inizia a concedersi in tutta la sua euforia e baldanzosità. E' giovane e pieno di forze, mostra i muscoli ma sa essere rispettoso ed educato. Pieno di energie, non si arrende mai, continua a farsi sentire a lungo ed è un piacere seguirlo in ogni sua espressione. Conosce il suo potenziale e non ne fa un mistero. Timido spavaldo.


Il suo fascino sta nell'avvenenza e nella sua calda freschezza.


La 2015 a Montalcino è stata un'annata molto positiva e questo Brunello la conferma, si dice però che la 2016 possa essere anche meglio, soprattutto in questo versante a sud, di sicuro è stata un'annata meno calda e più equilibrata.


A Valeria brillano gli occhi: "Se volete ve la faccio assaggiare, l'ho imbottigliata da poco ma... "


"...e me lo chiedi anche? Molto volentieri"


Mentre stappa la 2016 ci racconta ancora emozionandosi di quando suo "babbo" le ha consegnato in cantina le uve della vendemmia dicendole:


"Bada che roba ti ho portato, ora tocca a te!"


E di come sentiva la pressione delle importanti aspettative, ma soprattutto il desiderio di essere all'altezza di un'annata baciata dal Signore per farla esprimere in tutta la sua potenzialità. Quindi notti insonni a ripassare mentalmente se aveva fatto tutto nel migliore dei modi...


"Valeria, potevi dormire serena."


Brunello di Montalcino Molino di Sant'Antimo 2016.


Le note balsamiche della 2015 diventano qui accenni di un bouquet di erbe aromatiche, salvia, rosmarino, timo, evidente marker di questo terroir, che non prevalgono, ma si integrano da subito con un bel frutto, una bella ciliegia matura e saporita, croccante e carnosa. Fiori e spezie arricchiscono e creano complessità e piacevolezza. Una leggera sapidità minerale ne allunga il sorso.


E poi c'è lui.


Ti dà la mano, ti abbraccia e ti bacia. (fregandosene dei DPCM, lui può!)


Stacchi le tue labbra, sorpreso e WOW... vuoi un altro bacio.


E' un bel ragazzo, questo tannino, si presenta bene, spalle larghe e sguardo seducente, equilibrato, fine ed elegante, educato ma deciso e determinato. Energicamente delicato.

Se già ora bacia così, pensa fra qualche anno con un pò d'esperienza.


...non si parla mai di facili vittorie quando si ha a che fare con il vino, con il Sangiovese soprattutto, perchè ci sono troppi aspetti che possono influire sia positivamente che negativamente sulle varie annate. Troppi microclimi e troppe varietà di terroir. E anche laddove un'annata sembra pessima possiamo sempre trovare dei vini interessanti capaci di evolvere in maniera imprevedibilmente intrigante.


Poi se trovi un'accoppiata di annate come il 2015 e 2016, baciate dalla grazia del Signore e capitate poi nelle mani di Valeria...


Beh, c'è da divertirsi!

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Grazie a:

@vittori.vale

Con la partecipazione di:

@ele_sala

Fonti:

https://www.molinosantantimo.it/tenuta/

https://www.antimo.it/

https://it.wikipedia.org/wiki/Ossimoro

https://www.consorziobrunellodimontalcino.it/it/home/home

https://www.treccani.it/vocabolario/babbo/


Video YouTube:

https://youtu.be/3SeRKVrYe4E