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Nella botte piccola...


Nella botte piccola,

ci sta il VINO buono...


Mai frase "enologica" fu più azzeccata di questa per quel che riguarda il Carmignano DOCG.

La più piccola DOCG italiana, con solo 14 produttori per meno di 300 ettari.

Già nel 1685 Redi ne parla così “Ma se Giara io prendo in mano di brillante Carmignano così grato in sen mi piove che ambrosia e nettar non invidio a Giove...”.

E il granduca Cosimo de Medici con un decreto e bando nel 1716 sigilla definitivamente con ceralacca il territorio di Carmignano zona di produzione di vino di qualità eccellente e ne delimitò i suoi confini creando la prima “Denominazione di Origine Controllata”

Già da quei tempi per produrre il Carmignano alla base di Sangiovese veniva aggiunta l'"uva francesca" ovvero cabernet, che quindi in questa zona, se non di autoctono (più di 350 anni, ma sicuramente da molto oltre) possiamo parlare di vitigno storico.

Una perla di questo territorio e di questa stupenda realtà è sicuramente Colline San Biagio.

La storia imparata sui libri può essere noiosa, ricca solo di date e di eventi da memorizzare, così almeno lo era per me; qui, a san Biagio, invece, la storia si respira, si sente, si vede, si tocca con mano, si percepisce... si vive.

Pensare che Leonardo da Vinci ha vissuto in queste campagne e che forse lo stesso panorama che vediamo adesso lo ha ispirato per chissà quale invenzione, che tutta questa serenità ed armonia naturale sia poi finita e rimasta fissata per sempre nella Gioconda... beh, a me questo mette i brividi.

Essere accolti in un ex convento del XIII secolo, ammirare i pavimenti come erano allora, toccare bozze originali, sapere che un tempo li, chissà quali segreti erano custoditi dai frati... misteri e preghiere, sacro e profano, eresia e verità, tutto il fascino del medioevo allo stesso tempo oscurantista ma anche custode della conoscenza.

E dove c'erano conventi c'era il vino. E c'era il vino buono.

Sicuramente chi pensa che mangiare uno spaghetto allo scoglio in riva al mare sia la stessa cosa che mangiarlo in un ristorante di città avrà problemi a capire ciò che sto cercando di esprimere e forse è nel blog sbagliato.

Per gli altri, il vero viaggio sensoriale inizia adesso.

Realtà virtuale? Ma di cosa si ragiona...

Dopo aver riempito tutti gli altri sensi, è il gusto a reclamare la sua parte.

Gabriele, che ringrazio, mi ha guidato in questo viaggio, mi ha fatto degustare tutta la loro gamma di vini, (ad eccetto del vin santo che non commercializzano e che producono da sempre solo per uso privato) e mi ha promesso che la prossima volta me lo farà assaggiare.

Nei prossimi blog, Vi racconterò dei vini delle Colline di San Biagio e lo farò alla mia maniera!

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