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Fonte delle donne, tra leggenda e realtà.


Fonte delle donne, tra leggenda e realtà.


VI secolo a.c. Velàthri

Avile Tite: "Mia prediletta figlia Sathnei, il grano è già diventato giallo due volte e per due volte è già stato mietuto e ancora non hai partorito nessun erede. E' diritto di tuo marito Cai trovare altra consorte se alla terza mietitura ancora non avrai dato alla luce nessun primogenito."

Sathnei: "Mio stimato padre, si dice che poco oltre queste colline, dove i pendii si fanno più dolci, prima di incontrare la pianura, ci sia una fonte di acqua fresca e pura che dona fertilità alle donne che bevono la sua acqua e vi immergono il loro corpo."

Avile Tite: "Sathnei è già deciso allora. Domattina all'alba partiremo.

Prima di te, a suo tempo, portai tua madre alla fonte delle donne e testimone te stessa, ci ha benedetto con la tua venuta e quella dei tuoi tre fratelli."

Sathnei: "Quale sortilegio mai si cela dentro quell'acqua così divina, mio padre?"

Avile Tite: "Si narra che un tempo lontano vi dimorava la Dea Turan, la quale aveva una passione viscerale per le perle. Il Dio Nethuns, che ne era innamorato, le regalò allora un mare intero pieno di ostriche contenenti le più belle perle. Qualche tempo dopo però, Turan si innamorò del dio Fufluns e Nethuns, addolorato e rassegnato, fece ritirare le acque lasciando quelle terre cosparse di gusci di ostriche, conchiglie e coralli di mare affinchè non vi crescesse più niente e una sola fonte di acqua fresca e dolce affinchè la sua adorata potesse un giorno ricordarsi di lui."

Sathnei: "Ma padre, quelle terre che dovevano essere sterili e aride, regalano oggi un vino così buono e prezioso che i mercanti lo portano persino a Massalia dove ne vanno matti"

Avile Tite: " Cara Sathnei, la storia che ti ho raccontato non è finita qui. Se oggi le viti crescono rigogliose, facendosi strada tra ostriche e coralli, è grazie alla dea Semia, Dea della terra, che le rese floride e prosperose, come regalo di nozze a suo figlio Fufluns."

Sathnei: "Non vedo l'ora che la notte trascorra veloce. Domani finalmente berrò dalla fonte delle donne"

Questo è solo un racconto di fantasia, o è basato su reperti storici?

Verosimile, ma inventato oppure sono fatti realmente accaduti?

Fonte delle donne è leggenda o realtà?

Non so se la pensi come me, ma a volte leggenda e realtà si fondono in maniera così profonda e inscindibile che è un esercizio inutile e faticoso andare a cercare di separarle.

E' difficile e dannoso, perchè da questa forte unione nasce sempre qualcosa di speciale, di magico.

Il vino Fonte delle donne è tutto ciò. Leggenda e realtà. Magia.

Prende veramente il nome da una fonte presente nelle vigne della Fattoria di Fibbiano alla quale le donne andavano a bere perchè si diceva che aveva il potere di dare fertilità e di stimolare la produzione di latte materno.

Tombe etrusche confermano in maniera inequivocabile che qui ci abitavano.

Il terreno dove crescono le vigne di Vermentino e Colombana, le uve da cui nasce il Fonte delle donne, è cosparso di resti di gusci di ostriche, conchiglie e corallo, residui di un mare preistorico che ancora si fa sentire nel vino.

Si sente nella freschezza, data dalle note balsamiche di menta, basilico, erbe officinali che emerge da una base di agrumi e pesca bianca e si sente ancora nella buona acidità che rende questo bianco, saporito e abbastanza morbido, sempre piacevole, vivace e "fresco" appunto.

Se l'acqua di quella fonte avesse quei poteri non ne sono certo, ma sono sicuro che questo vino ha contribuito a molte nascite e a molte altre contribuirà ancora, se è vero che:

"il vino prepara i cuori e li rende più pronti alla passione" cit. Publio Ovidio Nasone*

*chissà se era un mio lontano antenato. Leggenda o realtà? ;)

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