ANTEPRIMA NOBILE DI MONTEPULCIANO 2026
- NasoDVino

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ANTEPRIMA NOBILE DI MONTEPULCIANO 2026
Nasodvino fra pievi, calici e due annate che si guardano negli occhi.
Ci sono territori che non hanno bisogno di presentazioni.
Hanno bisogno di ascolto.
Montepulciano è uno di questi.
Ci sono arrivato ieri, 22 febbraio 2026, con il passo leggero di chi torna in un luogo familiare e con la curiosità viva di chi sa che ogni annata è una storia nuova da leggere.
L’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano quest’anno aveva un tema preciso, quasi identitario: le Pievi.
Una parola antica.
Una parola che sa di storia, di pietra, di campane e di vigne.
Le Pievi: identità in costruzione
L’edizione 2026 ha voluto accendere il faro sulle Pievi, una sorta di unità geografica aggiuntiva che si inserisce come naturale evoluzione dopo il Vino Nobile di Montepulciano e la Riserva.
Un progetto ancora in fase embrionale, ma già accolto con interesse dalla stampa internazionale: l’idea è quella di identificare territori sempre più specifici, sempre più riconoscibili.
Un domani, forse, veri e propri CRU alla francese.
Un percorso affascinante.
Legittimo.
Necessario, forse.
Ma Nasodvino, come spesso accade, ha deciso di andare un po’ controcorrente.
Io non ho ascoltato le denominazioni. Ho ascoltato i calici.
Montepulciano non ha bisogno di etichette nuove per raccontarsi.
È un territorio che parla da sé.
Dai Romani al Medioevo, dal Rinascimento fino ad oggi, questa terra ha sempre avuto una vocazione naturale per il vino.
Una vocazione profonda.
Radicata.
Quasi inevitabile.
Per questo, in questa Anteprima, ho scelto di non concentrarmi su DOCG, sottozone, pievi o classificazioni.
Ho scelto di ascoltare solo ciò che davvero conta:
il vino nel bicchiere.
E quello che ho trovato è stato chiaro.
Molto chiaro.
Eleganza.
Finezza.
Una riconoscibilità territoriale netta rispetto ad altre denominazioni toscane a base sangiovese.
Il Vino Nobile di Montepulciano non urla.
Non spinge.
Non deve dimostrare.
Si racconta.
La partita si è giocata su due annate: 2021 e 2022
Due annate.
Due anime.
Due personalità quasi opposte.
E proprio per questo irresistibili.
2021: l’amico che ti riporta sempre a casa
La 2021 nel calice è precisa.
Ordinata.
Sicura di sé.
È quella persona che non alza mai la voce ma quando parla tutti ascoltano.
Il tannino è vigoroso, presente, ma quasi mai sopra le righe.
Un tannino educato, direi.
Uno di quelli che sa stare a tavola.
Il sorso è pieno, spesso complesso e avvolgente.
C’è struttura, ma non pesantezza.
C’è profondità, ma anche misura.
La 2021 è:
l’amico che ti riporta sempre a casa
il completo blu scuro che non passa mai di moda
il jazz suonato bene, senza virtuosismi inutili
un romanzo classico che puoi rileggere fra dieci anni e ritrovare sempre attuale
È l’annata su cui puoi puntare.
Quella che ti guarda negli occhi e ti dice: stai tranquillo, ci penso io.
E soprattutto:
ha un potenziale evolutivo enorme.
2022: l’amico che ti porta fuori a far serata
Poi arriva lei.
La 2022.
Ed è un’altra storia.
Imprevedibile.
A volte ancora un po’ scomposta.
Non sempre perfettamente allineata.
Ma viva.
Dannatamente viva.
Nelle sue migliori interpretazioni mostra una freschezza sorprendente, capace di regalare una dinamica di beva davvero impressionante.
Scorre.
Invita.
Chiama il secondo sorso prima ancora che tu abbia finito il primo.
Certo, rinuncia a qualcosa in struttura.
Meno muscolo.
Meno profondità.
Ma ripaga con energia.
Con immediatezza.
Con quella sensazione da outsider che entra nella stanza e cambia l’atmosfera.
La 2022 è:
l’amico che ti porta fuori a far serata
la giacca di pelle al posto del blazer
una playlist rock cantata a squarciagola in macchina di notte
il messaggio “si va?” mandato alle 23:47
Non sempre prevedibile.
Non sempre perfetta.
Ma quando trova il suo equilibrio (o forse quando non lo trova mai)… è irresistibile.
Due annate, un territorio!
La 2021 costruisce.
La 2022 sorprende.
La 2021 è profondità.
La 2022 è slancio.
La 2021 è il camino acceso.
La 2022 è la finestra spalancata.
E in mezzo, sempre lui: Montepulciano.
Un territorio che continua a dimostrare una capacità straordinaria di interpretare il Sangiovese con eleganza e identità propria.
Senza inseguire altri modelli.
Senza bisogno di alzare la voce.
Il pensiero finale di Nasodvino.
Le Pievi sono un progetto interessante.
Potranno diventare uno strumento importante per leggere il territorio in modo sempre più dettagliato.
Ma, al di là delle classificazioni, quello che resta davvero è ciò che trovi nel bicchiere.
E quest’anno, nei calici dell’Anteprima del Nobile di Montepulciano, ho trovato un territorio in forma.
Consapevole, a volte non troppo, può e deve esserlo ancor di più!
Vivo.
E due annate che si guardano negli occhi come due amici diversi ma inseparabili.
Uno ti riporta a casa.
L’altro ti convince ad uscire.
La vera domanda è: stasera con chi vuoi bere? 🍷
WARNING!!! Attenzione!!!
La 2023 si sta già facendo vedere negli specchietti pronta al sorpasso, qualcosa di veramente stuzzicante si è già rivelato, ma tempo al tempo...
STAY TUNED and #vadovetiportailnaso sempre!
—
Nasodvino






































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