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La Vernaccia di San Gimignano e la sua "Toscanitudine"

La Vernaccia di San Gimignano e la sua "Toscanitudine" raccontata da un Volterrano, chissà che "guazzabuglio" verrà mai fuori...

Si, perchè comunque Toscani si nasce e la "toscanitudine" è quell'attitudine ad esserlo che se non l'hai attorcigliata ed avvinghiata nel DNA non puoi acquisirla. Non esistono scuole dove la insegnano.

Nè supermarket dove la vendono. Se ti illudi di trovare un tutorial su Youtube sei proprio fuori strada. E non basta saper dire "'o'a 'ola 'arda 'on 'la 'annuccia 'orta 'orta". La faccenda è un attimino più complessa, fascinosa affascinante e profondamente attraente con radici storiche molto capillari.


La Vernaccia di San Gimignano nè è impregnata in ogni aspetto e sorso dopo sorso, se la saprai degustare, te la rivelerà nella sua vera ed unica essenza e te ne farà dono.


Pronto ad iniziare questo cammino?


Aspetta "bimbo/a"a dire si, preso dalla voglia di conoscere e dalla smania di capire. Inizia ad imparare la "toscanitudine" dando le giuste priorità alle cose importanti. Tempo al tempo.


"Non ti mettere in cammino se la bocca un sà di vino", quindi riempi il tuo calice del divino nettare, mettiti comodo e regalati tre minuti tutti per te.


Ora siamo pronti.


La "toscanitudine" può essere in buona parte spiegata con la "contrapposizione", il dualismo, un'eterna dicotomia. Guelfo o Ghibellino? Si, ma, Guelfo bianco o Guelfo nero. Papa o Imperatore? Firenze o Siena? Pisa o Livorno? San Gimignano o Volterra? Trippa o lampredotto? Nobile di Montepulciano o Brunello? Bianco o rosso?


Non esiste paese toscano che non abbia cinta murarie o fortificazioni, le stesse torri Sangimignanesi erano costruzioni per la difesa. Ai tempi dei "comuni" non era solo una caratteristica goliardica, in ballo c'erano interessi geopolitici, economici e si combattevano vere e proprie guerre, con tanto di eserciti mercenari, morti, saccheggi, depredazioni.


In uno scacchiere così complesso oltre a decidere da che parte stare dovevi anche giurare morte al tuo nemico dichiarato perchè i nemici dei tuoi nemici diventavano amici e indebolire il proprio rivale era forse più importante del proprio benessere. Da questa particolarità ed unicità deriva molta della "toscanitudine". A Siena ogni contradaiolo come primo obiettivo, ancor piu fondamentale che vinca la propria contrada, è che non vinca quella nemica. Se vincono le altre può andare.


Se questa situazione ha inciso in maniera così pesante ad una chiusura caratteriale derivata dal guardare e difendere il proprio orticello contro tutto e contro tutti è altresì vero che, per assurdo, proprio dalla somma di tutti questi orticelli è nato forse, anzi senza forse, indiscutibilmente, il movimento più aperto, illuminato e cosmopolita di ogni secolo. Il Rinascimento, spazzando via proprio gli anni bui, quindi chiusi, del Medioevo.


E a livello individuale, dalla prevalente chiusura mentale sono uscite invece menti geniali e rivoluzionarie come Dante, Boccaccio, Petrarca, Leonardo Da Vinci, Galielo Galilei, Fibonacci, Machiavelli...


"Toscanitudine" è vivere questa eterna contrapposizione, farne parte, esserne parte e la Vernaccia la incarna benissimo perchè è innanzitutto un bianco fra i rossi, il rosso dei bianchi, una femmina fra i maschi. Di un'estrema territorialità, solo nel comune di San Gimignano può essere prodotta, ma è proprio questa unicità a renderla riconosciuta e riconoscibile a livello mondiale. Acidità e freschezze da bianco e longevità e complessità da rosso.


Da buona rappresentante della "Toscanitudine" può sembrare ad un palato superficiale e impreparato burbera, introversa, chiusa, difficile. E lo è.


Sapete perchè?


Siete ancora sull'uscio. Avete solo suonato il campanello e da dentro casa sentite dire: "O chi è a quest'ora? (qualsiasi ora sia non cambia) O che vuole ora questo bischero/a?"

Dovete solo aspettare, avere pazienza un attimo, Lei vi aprirà la porta, anzi l'uscio, e coraggio, entrate...


e bevete "toscanitudine".


Non è burbera ma originale, mai scontata nè banale.

Non è introversa ma particolare, misteriosa ed affascinante.

Non è chiusa ma si concede solo a chi sa capirla ed apprezzarla.

Non difficile ma complessa, poliedrica, dalle mille sfumature.


Insomma, se la "toscanitudine" è una malattia, la Vernaccia di San Gimignano è la cura!


P.S. io sono malato grave!

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226 visualizzazioni3 commenti

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3 kommentarer


emarin.1974
28 mars 2022

Ed anche se la Regina Bianca è la cura, non guarire Michele! Non guarire da questa malattia e continua a donare questi sublimi viaggi nel gusto, nel colore e nella tradizione che trasporta in un altrove dove si sta divinamente bene... col calice meglio! 😜

Gilla

chiosisabrina
04 jan. 2021

Ottimo.Hai onorato la più grande delle alte perfezioni<Il Gusto< attraverso il tempo hai dato colore e poesia alla terra ,al vino .ottimo

Gilla

esmailsala
19 maj 2020

Pezzo molto fresco e di fiera autodenuncia della complessità toscana... Che poi forse, in realtà, e' una complessità universale😜 Bisogna sempre cercare di comprendere l'unità degli opposti che si inseguono e si trasformano l'uno nell'altro...🥂

Gilla
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