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Donna Isabella da San Quirico

Donna Isabella da San Quirico,

qual segreto è celato in queste assolate vigne o in codeste solatie mura, ove biondi grappoli entrano e si fanno dorato vino, da tutti celebrato con il nome di Vernaccia?


Perdonate la mia insolente domanda, già so che alla mia dipartita, sarò chiamato a far compagnia al Papa Martino IV, nel girone del purgatorio ove vagano le anime peccatrici di golosia.


Giust'appunto per tal mio difetto, e diletto, che oso porgerVi questa irrispettosa e pretenziosa domanda.


E se risposta non volete darmi, capire io potrei, ma datemene da bere a fiumi che la mia sete è tanta come la strada che ho fatto per venirmi ad abbeverare direttamente alla fonte.


Non se se capita anche a voi...


Quando vado a San Gimignano mi medioevalizzo sempre e porto con me questa sensazione rievocazionale in degustazione.


Emozionandomi.


La Vernaccia è il vino medioevale per eccellenza, non possiamo parlare neppure di intima fusione in quanto tale fenomeno può avvenire solo fra due corpi estranei, in realtà la vernaccia e il medioevo sono una cosa sola. Forse lo sono sempre stato. Forse sono sempre stati i due lati della stessa medaglia.


E' la luce che ha accompagnato l'umanità negli anni bui (parliamone) del medioevo per farla poi riemergere come una fenice negli anni d'oro del Rinascimento.


C'è sempre stata, ma in quanto luce in periodi splendendi è forse meno visibile.


Il fatto che stia riemergendo in maniera cosi forte e vivida è forse un cattivo presagio?


San Quirico è un podere che si trova a Pancole, una piccola frazione esattamente a metà strada fra San Gimignano e Certaldo, patria di un certo Giovanni Boccaccio.


E Donna Isabella è quella bottiglia.


Quella Vernaccia Riserva con qualche anno sul "groppone", perchè è bella da giovane, senz'altro, ma la gioventù è tutta bella non si distingue come invece lo fa da matura quando fa di ogni piccola ruga la sottolineatura di un sorriso smagliante e provocante, quando ogni segno del tempo trasforma in ammiccante esperienza e saggezza.


Ecco, laddove la freschezza cede un attimo c'è sempre una sapidità minerale pronta a sostenere la bevuta, la polpa della frutta una volta fresca prende sentori più eterei di sottospirito e la parte floreale e vegetale diventa aria di mare quando d'inverno le onde si infrangono sugli scogli. Fresca, balsamica, minerale e sapida.


Difficile non immaginarla accompagnare una cena estiva a base di pesce fresco.


Degustarla anche in buona compagnia seduti su uno scoglio con la luna che si riflette sul mare buio, beh, non sarebbe decisamente male.


Ma ritorniamo a San Quirico, Pancole e al Boccaccio, si proprio colui che scrisse il Decamerone.


"Il libro narra di un gruppo di giovani, sette donne e tre uomini, che per dieci giorni si trattengono fuori da Firenze per sfuggire alla peste nera che in quel periodo imperversava nella città, e che a turno si raccontano delle novelle di taglio spesso umoristico e con frequenti richiami all'erotismo bucolico del tempo." cit.


Qualche attualizzazione e somiglianza con lockdown e covid-19 sembrerebbe quasi scontata, e la Vernaccia cosa c'entra?


C'entra, c'entra, ma questa è un'altra storia.


Alla prossima Vernaccia! (intanto godetevi questa!)

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Grazie a:

Isabella

https://www.aziendasanquirico.it/


Con la partecipazione di:

@ele_sala


Fonti:

http://www.vernaccia.it/

https://it.wikipedia.org/wiki/Decameron

https://www.aziendasanquirico.it/


Video YouTube:

https://youtu.be/eB9UaFLPJQs

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