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Il Palagio di Panzano.

Il Palagio di Panzano, nel cuore del Chianti Classico. Nel "Gran Cru" de "La conca d'oro".

BenBevuti e benBevute,

Se la contesa per il territorio del Chianti, fra la repubblica di Firenze e la repubblica di Siena, fosse avvenuta oggi, molto probabilmente i cavalieri si sarebbero incontrati proprio qui, nei pressi di Panzano, nella Conca d'oro, che geograficamente si trova equidistante dalle due storiche città Toscane.


Il segnale per la partenza non sarebbe stato affidato al canto dei due galli ma probabilmente ci saremmo affidati a ben più precise tecnologie e quindi il famoso Gallo nero maltrattato ed esasperato dei fiorentini, che oggi avrebbero anche sicuramente ricevuto denuncia da associazioni animaliste, nulla avrebbe potuto per anticipare la partenza del cavaliere gigliato.


Ma la storia è storia e non dimentichiamoci che, dopo questa romantica e rocambolesca disputa medioevale, questi luoghi hanno cullato la nascità e la crescita del Rinascimento.


Tutt'oggi, da queste parti ovunque ti giri, puoi notare la bellezza e il buon gusto.

Puoi respirare ancora quell'aria da "millequattro quasi millecinque" di cui Il Palagio di Panzano ne è degno rappresentante.


Credo che Leonardo Da Vinci riesca a sintetizzare meglio di me in una frase il concetto che volevo esprimere:


Et però credo che molta felicità sia agli homini  che nascono dove si trovano i vini buoni.




Il Palagio di Panzano, una cantina chiantigiana, condotta e gestita da chiantigiani doc, (anzi docg), da generazioni che producono un Chianti Classico molto chiantigiano. Alla chiantigiana maniera, (chiantigiano style).

Il Sangiovese domina con tutta la forza della sua nativa Conca d'oro e con tutta l'energia e il vigore del suo frutto e i pochi grandi legni usati, incorniciano solamente la stupenda pittura rinascimentale chiamata Chianti classico.


A testimonianza. e continuazione della lunga tradizione, la vigna maggiormente vocata da cui viene fatta la Gran Selezione è stata intestata dal nonno alle nipotine, Le Bambole.

Il nome leggiadro non inganni i degustatori, stiamo pur sempre parlando di un sangiovese in purezza, ottenute da uve selezionate, da una vigna selezionata nella sottozona selezionata "la Conca d'oro" del terriorio selezionato chiamato Chianti Classico. Un fuoriclasse. Un predestinato. The choosen one.


Interessantissimo il confronto fra il Chianti Classico 2014 e 2015.


Il 2014 già ora equilibrato e pronto, evidenzia un tannino fine e ben integrato e grazie all'annata più fresca è già molto piacevole ed elegante al palato. Immancabili i caratteristici sentori di viola e ciliegia, marchio di fabbrica di un chianti docg, con sottofondo sfumature sottili di pepe e vaniglia.


Il 2015 è veramente l'espressione del terroir, ad una bella complessità e finezza dove, insieme all'amarena e alla sempre presente viola, ai frutti di bosco, ribes e note leggermente balsamiche di ginepro e pepe, è omnipresente una forza e un'energia che sono una garanzia per un'importante evoluzione nei prossimi anni.


Il Chianti Classico riserva 2015 è ancora più ampio e complesso a sottolineare come in un territorio estremamente vocato, in annate particolarmente favorite e in mani sapienti il sangiovese sa regalare veramente dei vini importanti, strutturati ed eleganti e fini allo stesso tempo.


Coma tradizione Chiantigiana vuole, non può mancare il Vin Santo, ma questo si sa, è un vino da gustare in silenzio, quasi di nascosto per non svelarne i preziosi segreti.

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