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L'eretico erotico Varramista

L'eretico erotico Varramista,

ti attrae con il suo sguardo tenebrosamente brillante, le sue calde parole ti seducono mentre le sue mani, forti e morbide, fanno crollare ogni tua ultima ed effimera resistenza. Sei inebriato dal suo fresco odore, dolce e speziato, come teso scirocco invernale, e poi, poi ti conquista, definitivamente ed eternamente, con le sue labbra. Insaziabili e succose. Teneri morsi. Amarene piccanti.


Audaci carovane, stanche e polverose, di ritorno dalle Indie, cariche di preziose e rare spezie, attratte per necessità, ma eccitate dalla leggenda, adescate dalla misticità.


Sopra il torrido deserto, ai piedi dei monte Zagros si erge imponente ed accogliente una città florida e rigogliosa, dove scorre pura acqua dolce, il cibo è fresco e abbondante, le strade sono piene di vita, grida di commercianti e negozianti, risate di giovani, mille le lingue parlate.


Il vero miracolo avviene però dopo il calar del sole quando, nelle rigeneranti notti d'estate, si può ammirare il cielo più stellato di tutto il mondo.


Ci sono donne bellissime dai capelli nero corvino, la pelle ambrata e occhi profondi come l'infinito che danzano ricoperte da veli su musiche ritmiche, cariche di arabeschi e di voci intense, accattivanti e struggenti mentre gli uomini estasiati dal loro fascino si inebriano con il divino nettare. Incensi e profumi, intensi e penetranti, arricchiscono l'aria e scolpiscono nell'animo come l'abile scalpello di Michelangelo, sensazioni vivide, emozioni e attimi potenti. Respiro dopo respiro.


Non è il paradiso, no assolutamente, il paradiso è celestiale, chiaro, luminoso e leggero e divino, c'è pace e tranquillità. La pace dei sensi. La casa dell'anima. Questo è più simile all'inferno. Caldo, coinvolgente, spesso e denso. Caotico e avvolgente. Terreno e terrestre. Ogni senso esaltato e spinto all'estremo. Carnalità. Tonificante balsamo per il corpo tutto. Orgia sensoriale.


Un uomo deve aspirare al cielo, ma prima deve passare da qui!


Ed è qui, in questa sinestetica terra, che un vitigno affonda le proprie radici risucchiandone l'anima e assorbendone le vibrazioni con le foglie, lasciando poi, all'alchemica trasmutazione dei suoi chicchi, compiere la magia di diventare quel divino nettare, degno figlio di questa città, capolavoro dei Persiani.


Shiraz.

In realtà non sappiamo se il nome Syrah del vitigno usato per fare il Varramista, derivi veramente dal nome storico della città della Persia, in realtà tuttavia, queste sono veramente le nitide immagini mentali che mi sono avvampate dentro durante la degustazione. Le calde sensazioni che mi ha fattto provare. Le seducenti emozioni destate.


Ormai hai capito perchè il Syrah come vitigno, e qui spiccatamente nella sua espressione nel Varramista, lo ho definito erotico, nel senso di possedere la capacità di sviluppare forte attrazione fisica e spirituale. Resta da svelare perchè eretico. Perchè anche eretico.


E no, non è solo un gioco di parole per generare un effetto letterario malioso.


Qui siamo ben lontani dai climi torridi del luogo di provenienza, l'attuale Iran, molto distanti da l'"Hermitage" e dalle caratteristiche del suo "terroir" d'eccellenza la "Cote du Rhone" in Francia e, c'è poca o nessuna somiglianza con la relativa vicinanza di Cortona e le sue sempre più piacevoli espressioni.


Qui siamo nelle "Terre di Pisa" a due passi da Pontedera, città conosciuta per lo più per la Piaggio e le sue "Vespe" e le sue "Api".


Insomma, un terreno su cui, parole dell'enologo Staderini, bisognava piantarci i girasoli non le viti.


Ma il mondo del vino, come la vita, di cui come in uno specchio ne è il riflesso migliore, è fatto di sognatori che non si sono mai arresi. Nel 1990, la proprietà, nella persona di Giovanni Alberto Agnelli, per tutti nella zona amichevolmente "Giovannino", allora presidente della Piaggio, decise fortemente e ancor più fortemente ci credette, nell'impiantare Syrah.


Beh, poi, affinchè il sogno si realizzi mancano due elementi.


Il primo, che è proprio vero che: "never underestimate a hill in Tuscany".


Il secondo che devi avere un enologo con la "E" maiscola come Staderini!


Poi sarà la storia a parlare, anzi saranno le 15 annate, (poi diventate 17) che ho avuto il piacere e l'onore di aver degustato in questa verticale da brividi insieme a colleghi, giornalisti del settore e critici enogastronomici alla rigorosa, illuminante, preziosa, insostituibile e attenta presenza di Staderini che ci ha guidato anno dopo anno raccontandoci dagli andamenti climatici ad ogni tipo di aneddoto.

Le annate in degustazione erano le seguenti:

1995 - 1996 - 1997 - 1998 - 2000 - 2001 - 2002 - 2003 - 2004 - 2005 - 2012 - 2013 - 2015 - 2016 - 2018 - 2018 edizione limitata - 2019


Prima di entrare più specificamente nel dettaglio delle annate a me più gradite o comunque più significative, alcune indicazioni di carattere generale, il fil rouge, o in questo caso meglio parlare di nastro di velluto rosso, che identifica il syrah (o la syrah?) di Varramista.


Pedigree da grande Rosso. Non teme il tempo anzi è suo alleato. Evolve negli anni esprimendosi in maniera più complessa ed elegante.


1996

La luna nel pozzo. Profondo, scuro, cupo. Ognuno ha il suo lato oscuro e su questo lui ha costruito il suo fascino, la sua magnetica forza di attrazione. Di prugna, mirtillo, ribes nero è fatto il suo cuore che pompa sangue alla liquirizia, mallo di noce, pepe in grani e la sua pelle trasuda profumi di altri tempi, humus, radici, funghi. Chissà per quanto ancora la luna illuminerà il suo profilo di bello e dannato.


Abbinamento cromatico: lingua dolce e forte solo per persone dark inside.

2004

La prima ballerina de "La Scala". Agile, aggraziata, elegantemente dinamica. Coi capelli raccolti in uno chignon, sempre ordinata e precisa, danza soave sulle punte dei piedi così leggera e leggiadra che pare galleggiare e poi all'improvviso spicca salti e balzi e fa piroette incredibili senza perdere mai l'equilibrio, sempre centrata e armoniosa. Il suo animo è denso e complesso, ribes rosso, cassis, liquirizia, caffè e cacao e poi lavanda, violetta e pepe bianco eppure le sue movenze, i suoi gesti sono talmente lievi e impalpabili da farla apparire elegante ed armonica.


Peposo di cervo. Abbinamento audace, che non ti aspetti, ma che ti farà godere immensamente.


2013

Scalzo su una spiaggia di sabbia finissima cammino contro il vento caldo. E' scirocco. Siamo in inverno. Mi accarezza, mi coccola, mi vizia e mi delizia, come succose visciole appena colte dall'albero, come more selvatiche colte sotto il sole d'agosto. Ogni folata porta con se profumi esotici di lavanda, viola, rosa, timo selvatico, pepe bianco. I piedi affondano nella sabbia che li avvolge e li abbraccia come morbido velluto. Lussuosa sensazione, passo dopo passo, non smetterei mai di camminare. Ogni tanto note salmastre in sottofondo portate dal frangersi delle onde del mare agitato.


Potrebbe essere abbinato a molti piatti, il realtà il suo miglior pairing è in tutte quelle situazioni della vita in cui hai bisogno di portare qualcuno dalla tua parte. Quando devi sedurre. Un potenziale partner, ma anche un socio o un cliente in un affare importante o fare approvare una tua idea piuttosto che un progetto. Se sei emozionato e non ti vengono le parole, o non hai fiducia nel tuo sguardo, lui, saprà compensare e ti condurrà alla vittoria finale.


2016

Chiudi gli occhi e ripensa alle sensazioni che provavi da piccolo sull'altalena. Volavi in alto fino a toccare le nuvole e poi l'ebbrezza di tornare indietro senza guardare e poi di nuovo su, nel cielo, con il vento che ti scompiglia i capelli.

Lui è così, un'eccitante altalena fra note dolci e piene di frutta matura, susina rossa, ciliegia e ribes nero e poi note speziate e intriganti di lavanda, ibisco, gardenie. Non scenderesti mai.


Abbinamento simmetrico: costolette d'agnello alla scottadito, da prendere con le mani per l'osso e addentarle. Come quando eri piccolo!

2018 Edizione limitata

O lo ami o lo odi, di sicuro non puoi ignorarlo. Giovane sfrontato esibizionista. Ti da del tu ed invade il tuo spazio prima ancora che tu riesca a presentarti. E' sicuro di se e sprizza forza ed energia a tratti incontenibile. Difficile resistere al suo fascino. La sua aura profuma intensamente di lavanda, rose, viole. Inebriante e spiazzante, ma altrettanto unico e ammiccante.


Grigliata di carne mista e lui accanto al fuoco ad intrattenere ogni presente.


Ed ecco, sorso dopo sorso, fin dove ci ha trascinato questo caldo nastro di velluto rosso.


Un ringraziamento speciale a Claudia Marinelli per l'invito e la coinvolgente organizzazione e Francesca Frediani deliziosa, paziente e commossa padrona di casa.


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Grazie a:

@francesca.varramista

@clmarinelli

@varramista


Con la partecipazione di:

@morris.lazzoni

@carlozucchetti

@elyfai

@masciarrini


Fonti:

https://www.varramista.it/it/

https://www.terredipisa.it/

https://www.piaggio.com/it_IT/


Video YouTube:

https://youtu.be/C0GdpUn0XZo



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