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Brunello si nasce.

Brunello si nasce, grandi si diventa.

BenBevuti/e,


Vinitaly 2019, passo a salutare il mio amico Luciano Ciolfi di Podere Sanlorenzo di Montalcino e a deliziarmi il palato con il suo Bramante, quando passa di lì Giulio.


Giulio chi?


Si ferma a scambiare due parole con Luciano, iniziano subito uno scambio di barzellette fra toscanacci, dove tutto è lecito e consentito e poi mi presenta.


"Lui è Giulio, Giulio Salvioni. Tutti noi produttori a Montalcino abbiamo lui come riferimento. Il suo Brunello è uno dei top."


"Si, conosco bene il Brunello di Salvioni. Chi nell'ambiente non lo conosce. Piacere"


Giulio sorride e si compiace consapevolmente, ma con altrettanta umiltà e disponibilità mi invita ad andare al suo stand.


Lì trovo sua figlia Alessia, la quale con altrettanta passione mi racconta dell'azienda di famiglia, del loro Brunello e mi fa degustare due annate. Mi lascia il suo biglietto e mi invita ad andare a visitarli in azienda. Deliziato ed entusiasta prometto che sarà un onore ed un piacere per me.


4 mesi dopo ho mantenuto la promessa.


Pronti a scoprire il segreto del Brunello Salvioni?


Pronti quindi a scoprire il segreto di un grande Brunello di Montalcino?


Il segreto è che non ci sono segreti.


Alessia mi accoglie nella cantina nel centro di Montalcino, fra botti e bottiglie, vecchie foto e ritagli di giornale, premi e premiazioni a testimoniare l'altissima qualità negli anni.


Niente di artefatto o costruito apposta per attirare l'attenzione o per rincorrere un finto marketing. Una cantina vera, dove il vino riposa, matura. Dove il Sangiovese si trasforma in Brunello con tutta la pazienza e il silenzio, la pace, necessaria.


Estrema coerenza con la dimensione familiare dell'azienda, dove da 4 ettari vitati vengono prodotte dalle 10.000 alle 15.000 bottiglie negli anni piu favorevoli con il Rosso di Montalcino.


Parliamo soprattutto di quanta attenzione viene fatta in vigna, affinchè solo la migliore uva possa trasformarsi in Brunello. Oserei dire, possa avere l'onore di diventare Brunello e aspirare prima alla longevità, dentro qualche bottiglia in qualche cantina di qualche winelover che avrà il piacere di stapparla dopo 20-30 anni per una ricorrenza speciale e poi all'immortalità, nel palato e nelle emozioni di quel fortunato.


Alta qualità dell'uva che quindi dipende anche dal clima dell'annata, il 2014 è stato deciso di fare solo Rosso. Meglio un grande Rosso che un mediocre Brunello. Sicuramente un Brunello 2015 che si preannuncia strepitoso, da dimenticarsi la bottiglia in cantina per decenni, ma un 2016 che si sta evolvendo sempre più in qualcosa di molto molto interessante. Particolare. Stuzzicante. Affascinante. Intraprendente. Il 2017? Rispetto e silenzio per un'annata non certo facile, lasciatelo riposare, saprà dire la sua.


Brunello si nasce perchè è evidente che quel terroir con quel Sangiovese grosso è diventato ormai un tutt'uno. Una simbiosi perfetta. Simbiosi che si rafforza quando si unisce e viene rafforzata dalle mani di chi quella terra l'ha sempre lavorata e ne conosce ogni sasso. Dalla testa dura di chi fa Brunello come da tradizione. Dal cuore di chi ci mette tutta la passione.


Forse l'unico vero segreto, non segreto, di Salvioni è questo.


Forse è per questo che grandi si diventa.

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Grazie a:

Salvioni Alessia


Video Youtube:

https://youtu.be/c4IfLXGcCbk



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